L'unità di misura è la sessione, non la persona. Una stessa persona che torna tre volte conta come tre sessioni. Il tasso di abbandono è quindi sovrastimato di una quantità che non siamo in grado di misurare.
Il volume era un'ipotesi del generatore. Ora il volume è quello osservato: lo dichiara meta.sessioni_totali nella riga di provenienza.
Una finestra più lunga è insieme più protettiva e più leggibile, e costa tempestività: il referto trimestrale arriva quando le decisioni sono già state prese.
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celle leggibili
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celle soppresse
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celle non osservate
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celle in attesa di dati reali
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quota di abbandoni non leggibile
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Il valore c'è, è sopra la soglia, si mostra.
Il fenomeno è stato osservato, ma il conteggio è sotto la soglia k: non si mostra. Mai uno zero, mai una cella vuota.
Non è successo. È un'informazione vera, e diversa dalla precedente.
La misura non esiste ancora: mancano dati reali. Non è uno zero, non è un errore, non è una soppressione. Sparisce da sé quando il motore dichiara quella cella come reale.
Confondere «soppresso» con «non osservato» è l'errore che questa bozza esiste per rendere impossibile: il primo significa «c'è ma non te lo diciamo», il secondo «non c'è». Il quarto stato è un terzo fatto ancora diverso: «non lo sappiamo ancora». Si distinguono anche senza colore: ⊘ su fondo rigato per il soppresso, — su fondo pieno per il non osservato, contorno tratteggiato con la parola «in attesa» per il quarto.
Nove gradini nel modello, sette pubblicati: L5, L6 e L7 esistono solo dentro la banda L5+.
La banda L5+ — «ha dichiarato un intento e non ha inviato» — copre i gradini L5 (intento dichiarato), L6 (anagrafica iniziata) e L7 (anagrafica completa).
Se si pubblicano insieme la banda e i suoi addendi, il gradino soppresso si ricava per sottrazione: banda − L5 − L6 = L7. La protezione sarebbe solo apparente.
Per questo la banda sostituisce gli addendi e non li accompagna mai. La regola vale sull'intera superficie dell'interfaccia, non pagina per pagina: se L5 fosse leggibile in una schermata e la banda in un'altra, la sottrazione funzionerebbe lo stesso. In questa bozza L5, L6 e L7 non esistono nemmeno come variabili nel codice che genera i dati.
Per la stessa ragione i totali di riga e di colonna della griglia delle cause non vengono pubblicati quando la riga contiene almeno una cella soppressa: totale e celle leggibili renderebbero ricavabile la cella soppressa.
Gradino di uscita × causa. L8 non compare: è la conversione, non un abbandono.
Su schermo stretto la griglia scorre in orizzontale. n.p. = non pubblicato dal motore dati (i totali di riga e colonna non vengono emessi: totale più celle leggibili renderebbe ricavabile la cella soppressa).
UNKNOWN è strutturalmente grande: la copertura del segnale di uscita è di circa 65%, quindi circa un abbandono su tre resta senza causa attribuita. Non è un difetto da nascondere né da comprimere con attribuzioni forzate: è la dimensione onesta di ciò che non sappiamo. Un UNKNOWN piccolo, in un referto come questo, sarebbe il segnale che qualcuno sta indovinando.
Richieste di prezzo che l'assistente non ha potuto soddisfare, per regola.
Come si legge. Questo riquadro misura il costo di conversione della regola che vieta all'assistente di fare prezzi: quante sessioni chiedono un prezzo, non lo ottengono e come si comportano dopo.
Questo dato misura il costo della regola, non è un argomento per rimuoverla.